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Campionato mi sei mancato: bentornata Serie A

È di nuovo serie A, suona la campanella e si torna sui divani, telecomando in mano e la testa che abbandona ogni pensiero per quei novanta minuti di magia.
È stata un’estate strana questa per il calcio italiano, dove ci si è affezionati alle under della Nazionale azzurra riuscendo a trionfare “solo” con i 19enni del ct Bollini, dove si è pianto alle immagini di Girelli & co con le mani in faccia, fuori troppo in fretta da un Mondiale che sapeva tanto di occasione per spalancare una finestra nel mondo, dove si è seguita la querelle Mancini – Italia – Gravina, come la più disarmante puntata di Beautiful in cui tutti stanno con tutti e con nessuno.

E magari fosse tutto qui, ci ha pensato il “calcio d’Arabia” a calare un paio di assi ricoperti d’oro, stravolgendo le aspettative di chi sognava un Milinkovic Savic alla Juventus o un Demiral da prendere a 3 crediti al Fantacalcio. Le nauseanti trattative a suon di schiaffi alla povertà, hanno ammaliato una fetta importante di giocatori e procuratori che probabilmente non tornerà più indietro, e che certamente se dovesse farlo non sarà mai più la stessa cosa, perché “Chi parte per un viaggio non torna mai come prima” per dirla un po’ alla “proverbio cinese” e un po’ alla Temptation Island. E questo viaggio d’oriente ha mischiato le carte, ci ha lasciato un po’ attoniti, smarriti, increduli, ma soprattutto preoccupati: sta davvero finendo tutto?

Ci aggrappiamo agli Szczesny e Zielinsky per credere che non sia così, tra i pochi che di fronte alle miniere d’oro hanno girato la faccia dall’altra parte, ci guardiamo intorno, sfogliamo qualche quotidiano sportivo ma soprattutto i social, e ci rendiamo conto che in realtà siamo già immersi in una nuova stagione. Anche se Dazn costa troppo e ha cifre che ci fanno incazzare, anche se il campionato spezzatino ci terrà incollati alla tv pure il lunedì sera, anche se, mannaggia alla miseria, “non abbiamo comprato nessuno e sarà un’altra stagione di sofferenza”.

Quindi? Che si fa? Ma si, crediamoci ancora una volta. Rinunciamo all’aperitivo del giovedì, vediamo se alle bancarelle sul lungomare c’è già la maglietta di Retegui del Genoa, sbirciamo a che giornata c’è Juve – Milan che inizio a segnarmelo, non si sa mai, magari una puntatina allo stadio.

In fondo tra mille chiacchiere abbiamo una certezza: qualunque cosa succeda non riusciamo a farne a meno. L’app l’abbiamo già aggiornata qualche sera fa una notte in cui si faticava a dormire, con uno “Sbagliato” in una mano ed il nostro smartphone nell’altra, la prima di serie A, poi cade il 19 agosto e siamo ancora in vacanza, ma il baretto della piazza lo sa che un tavolino sotto lo schermo è già tutto per noi. E allora, senza crogiolarci troppo in questa irrequietezza ed in questa incazzatura, nera come l’abbronzatura che ancora regala alle nostre espressioni sul volto un senso di saudage, e tipica di chi ci sta capendo ben poco in questo fantomatico marasma, noi siamo ancora qua…eh già. Della serie: vediamo che succede, ma io non voglio perdermelo, che non si sa mai.

Chiudiamo gli occhi, novanta minuti, ancora novanta minuti, i nostri novanta minuti, quelli che da oggi scandiscono le settimane, quelli che ci faranno gioire, piangere, arrabbiare e godere…non c’è niente che ci renda più tenacemente vivi di quel pallone, di quel boato, di quel numero dieci sulle spalle. In fondo è solo tutto diverso nel bel mezzo di una passione che non è mai cambiata di una virgola.

Campionato, mi sei mancato: bentornata serie A.

AAA offresi tattoo indelebili: No To Racism

AAA offresi tattoo indelebili: No To Racism.
E non sono mai stata così seria. Se avete voglia di essere alla moda, se i tatuaggi sono la vostra passione, se vi piace l’inchiostro sotto pelle, ci penso io ad accontentarvi. Recatevi dal vostro tatuatore preferito e fatevi incidere possibilmente sulla fronte un scritta a caratteri cubitali: NO TO RACISM.

Il weekend calcistico che ci siamo appena lasciati alle spalle ha raccontato, tanto per cambiare, di quei tifosi super fighi che vanno allo stadio solo per idolatrare i propri idoli e del solito sfigato di turno, in arte Balotelli, che non aveva voglia di tirare calci ad un pallone per la sua squadra e che così si è inventato di aver sentito sfottò fasulli per mandare tutti al diavolo.

In sostanza avete ragione voi. Voi che vi lamentate per gli straordinari non pagati, perché la mensa a scuola costa troppo, per i parcheggi dei disabili occupati da chiunque sia, per i call center che vi rompono i coglioni a qualsiasi ora, perché il TG racconta solo di fatti spiacevoli, per la scollatura di Belen, se siete donne, per le mutande Yamamay di CR7, se siete uomini, che tra parentesi se solo le mutande si mettessero in testa potrebbero almeno proteggere quei pochi neuroni funzionanti che vi sono rimasti.

E ancora: Renzi è un pirla, Salvini non ne parliamo, Di Maio chi? E a votare cosa ci vado a fare? Che spreco di tempo, meglio gettarsi con le chiappe in acqua già a maggio, in una delle vostre case al mare che vi ha regalato il papy per i 21 anni e di cui, ovviamente, IMU pari a zero. Che poi cosa sarà mai un 730? Bah, numeri a caso.

Tra l’altro in tutto ciò, mentre scrivo questo post delirante, in tv passa Vasco Rossi e la sua nuova canzone. Ma io dico: Vasco Rossi, che nella sua vita Spericolata ha fatto più danni che la grandine, non potrebbe quanto meno andare lasciare spazio a Benji & Fede, Shade & Co? Con tutto il rispetto per Benji & Fede e Shade, sia chiaro.

Prego, fate pure: continuate a lamentarvi dell’immondizia che trovate ogni volta che scendete le scale di casa vostra, ma la raccolta differenziata non sia mai, troppo sbatti.

E con questo chiudo perché in fondo penso che la futilità degli imbecilli sia un enorme parassita che la società non riesca ancora, oggi, alla soglia del 2020, a scrollarsi di dosso. E so che se qualcuno di voi, IMBECILLI, dovesse per caso leggere queste righe potrebbe non capire nulla, allora oltre il tattoo NO TO RACISM vi dò un altro consiglio: mangiatevi un bel casco di banane, contengono potassio, aiuta la riduzione dei crampi. Anche al cervello. E ne vado tanti inceppati.

Ps. Caro Balotelli, confesso di non aver mai avuto chissà quale simpatia per lei, forse perché non ho mai apprezzato i famosi “Ha talento ma non si applica”. Oggi però, mentre mi spaccavo il culo a lavoro, o meglio nella pausa pranzo che ha spezzato la mia giornata di circa 10 ore lavorative, mi è caduto l’occhio su una sua storia Instagram in cui diceva, fra le altre cose, “Quando Mario faceva e vi garantisco farà ancora goal per l’Italia vi sta bene vero?”. Ecco. A me Mario sta sempre bene, è un uomo, un padre, che merita il massimo rispetto e che forse, per chi la conosce meglio, merita anche altro. Ma da quando è tornato al Brescia punto anche su Balotelli perché sì, l’Italia ha bisogno di lei, e la maglia azzurra le calza a pennello. Non è mai troppo tardi per sognare, né per farci sognare.

Pps. Sua figlia Pia è stupenda 💜

La verità è una sola: manchi tanto Davide Astori

Le parole talvolta non servono, alleviano un po’ il dolore, soffiano sulla ferite, proiettano momentaneamente in altre dimensioni, ma non servono a cambiare le cose, a dare nuove speranze e nemmeno a voltare pagina. Il dolore fa parte del percorso, bisogna saperci convivere, bisogna riuscire ad inglobarlo in un angolo di se stessi e bisogna trovare il coraggio, la forza di ripartire, in un modo o nell’altro.
Lo sgomento di un anno fa lo ricordo bene ed è quasi lo stesso di adesso quando mi imbatto in una missiva che è una carezza sull’anima, non trovo altro modo per definire il coraggio e la purezza di un padre ed una madre che riescono ancora a sentire il battito del proprio cuore e che riescono ancora a respirare nonostante la rabbia per quella stessa vita, tanto amata, e tremendamente crudele.
Un anno fa se ne è andato Davide Astori ed io non voglio dire niente se non invitarvi a leggere le parole di una madre ed un padre che stanno compiendo un vero miracolo, ovvero andare avanti affidandosi ancora e nonostante tutto al sentimento più profondo: l’amore.

Un anno senza Davide non si può raccontare. Non esistono le parole, ma forse neanche servono, perché in fondo quello appena passato è stato un anno CON Davide, in un modo diverso e che non avremmo mai voluto scoprire, ma comunque insieme a nostro FIGLIO.

Ecco, INSIEME è la parola che vorremmo pronunciare più forte, ma non possiamo. La nostra voce oggi non è più quella che Davide ha sentito sin da bambino e forse adesso farebbe fatica a riconoscerla, perché il dolore l’ha cambiata per sempre.

Per questo non riusciamo a leggere questa lettera e affidiamo a voi i nostri sentimenti, così come tanti amici hanno fatto in questi giorni in cui il ricordo si è fatto inevitabilmente più intenso.

Per noi Davide NON È UN RICORDO che si attenua o si riaccende a seconda delle circostanze, semplicemente perché Davide non è un ricordo: Davide è una PRESENZA.

Davide è vicino a noi ogni istante. Lo vediamo nella nostra splendida nipotina Vittoria, un piccolo miracolo che ci fa trovare il coraggio di lottare contro la tristezza ogni giorno. Lo rintracciamo nelle parole di molte persone, anche sconosciute talvolta, che hanno il bisogno di testimoniarci quanto Davide sia per loro un riferimento, un esempio, a volte uno stimolo per affrontare i momenti più duri. E poi lo ritroviamo nei racconti di chi lo ha conosciuto, degli amici che hanno condiviso con lui gli attimi più felici della sua vita, racconti che ci fanno sentire ancora il suono contagioso della sua risata o quello più profondo della sua saggezza, a volte troppa per un ragazzo così giovane.

Tanti in questi mesi ci hanno detto che il nostro Davide era speciale, dotato di una GENTILEZZA rara, spesso disarmante. Ed è vero. Davide non doveva sforzarsi per esserlo, è sempre stato così, sin da bambino: naturalmente, istintivamente, gentile. Ma guai a scambiarla per debolezza o remissione: era la sua FORZA. Davide era fortissimo, era la roccia a cui aggrapparci. Per questo noi oggi cerchiamo di essere forti come lui, ma soprattutto come lui ci vorrebbe. È la nostra SFIDA quotidiana, durissima, ma ci proviamo. Grazie a Davide, che ci ha lasciato l’eredita più preziosa che si possa desiderare: un amore infinito. Quello della gente per lui, quello di Davide per la gente, ma soprattutto quello di Davide per la vita.

Continuate a ricordarlo e non stancatevi di raccontarlo. Rivederlo sorridere in una foto, osservarlo correre nelle immagini, sentirlo nei vostri aneddoti non ci fa soffrire: per noi è come RIABBRACCIARLO ogni volta“.

 

No, non è solo un gioco: i love football

Il calcio ti toglie tutto. TUTTO.
E non importa che tu sia uomo o donna, che tu abbia 5 o 50 anni, che tu sia un fenomeno o meno, che tu sia un portiere o un attaccante, che tu vesta la maglia bianconera o quella sbiadita che hai nel cassetto che si stacca e col numero a penzoloni, che tu giochi in serie A, in prima categoria o al Csi. Non importa niente.
Il calcio ti toglie tutto. Le energie, la voce, le domeniche mattine nel letto, le nottate con gli amici (ok qui sto barando), le rinunce alle serate con il/la fidanzato/a (ok anche qui sto barando ahahaha), ti toglie il respiro, ti toglie una schiena sana, ti toglie i sorrisi e pure le lacrime, ti toglie i sogni, i soldi a volte, ti toglie le speranze, le amicizie che credevi vere, ed un elenco infinito di cose che nemmeno se stessi qui fino a domani mattina completerei.
Il calcio ti toglie tutto.
Il calcio ti dà tutto.
L’energia, la voce, le domeniche mattine su un campo, le nottate con gli amici (ve lo aveva detto), gli occhi addosso di un uomo o donna che sta al di là della linea e guarda solo te, il respiro, il dolore che passa ed il sollievo per una schiena malconcia ma che nonostante tutto regge, i sorrisi, le lacrime, i sogni, il vero valore delle cose, le speranze, le amicizie sincere, ed un elenco infinite di cose che nemmeno se stessi qui fino a domani mattina completerei.
Perchè ci sono serate, ci sono partite, ci sono sguardi e abbracci che te li tatui addosso e che non vanno via più. Mai più. E che soprattutto non hanno eguali. Ogni persona che ama il calcio ha una seconda pelle, ma io non so spiegarvelo di cosa è fatta, so solo dirvi che è una corazza che riesce a farti sentire INVINCIBILE e pronto a tutto. Ed essere pronti a tutti, ragazzi, è uno spettacolo. 

Buonanotte così <3

Sole, mare, amici, salamella, aperitivi e tornei estivi…what else?

Ma davvero d’estate esiste qualcosa di meglio di un panino con la salamella ed una birretta fresca con gli amici? Certo: un panino con la salamella, una birretta fresca con gli amici ed…un torneo estivo!
Volley o beach, calcio o calcetto, maratone e percorsi ciclistici, partitina a tennis, tuffo in piscina o gara a freccette, scegliete quello che volete ma scegliete!
Da consumatrice esperta di tornei (e di panino con la salamella e di spritz in compagnia e…lo so che si vede), come non consigliarvi il torneo dell’Amicizia – Memorial Pino Conte? Presso l’oratorio di Madonna in Campagna a Gallarate, sarà festa dal 18 giugno al 20 luglio per la 28° edizione consecutiva.
Calcio a 5, con regolamento calcio a 7, su campo in erba sintetica, è qui che si sfideranno venti e passa squadre per alzare al cielo l’ambito trofeo (della serie cara Champions scansate proprio), trofei come sempre firmati Introini & Pavan della mitica Elena.
Per tutte le info e le iscrizioni cliccate esattamente QUI 

Vi aspettiamo numerosissimi, anche perchè detto sinceramente, sta cosa che l’Italia non è ai Mondiali in qualche modo bisognerà superarla, almeno proviamoci!

Scritto su un post-it del 9 aprile

Comunque niente volevo dire che le magre non sapranno mai cosa significhi salvare un gol con la cellulite: cara Lucrezia Cavazzin tu resti un fenomeno, con un ginocchio solo e taglia 38, ma ieri al minuto 47 è stata la rivincita delle vecchie, col salvagente incorporato, il ciclo ed un sinistro che manco per salire sul tram (perchè il destro invece…).
Il destino di quelle che quando alla nascita hanno chiesto di avere un po’ di culo ed hanno visto il senso metaforico rotolarsi dalla risate ed emigrare mentre il senso fisico aveva già colpito e affondato, non è sempre crudele, ora c’ho le prove😂😂😂

#maryseven #lamiasquadraèdifferente #forzapietrine#quelgrancasinodellamiavita #ilovefootball Open San Pietro Femminile#iononsononormale 😂😂

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9 aprile 2018, Facebook dopo la partita Csi tra Redentore e San Pietro