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Happy birthday Lorenzino del mio cuore, con te è sempre Natale

Happy birthday Lorenzino mio. Happy birthday.

Due anni. Due anni di te. Il tempo vola, ma tu lo rendi magico e metti in secondo piano anche il Natale che di fronte ai tuoi occhi blu arrossisce, diventa piccolo.

Amo tutto di te. Il tuo casino, i tuoi scherzi, i tuoi capricci, il tuo coraggio. Non hai paura di niente e non puoi immaginare la forza che mi infondi trascinandomi nel tuo mondo fatato, fatto di bellezza pura, risate, mare e tramonti. E di tanta musica. Perché “Zia metti la na na na resta una della mie frasi preferite. Poi mi prendi la mano e vuoi ballare con me. Ed io sono felice. Mi rendi felice.

Amo quando cerchi Riky. Amo come lo guardi. Fra i due la peste sei tu, lo coinvolgi nelle tue marachelle, fai il “grande”e ti prendi la scena, ma non lo perdi mai di vista. Siete l’incastro perfetto e la parte più bella del mio cuore. Per non parlare di Alice: ti prendi cura di lei, la cerchi, la osservi, è un amore tra cugini che somiglia tanto all’amore assoluto, quello intoccabile ed ineguagliabile in ogni sua forma, inarrivabile per chiunque altro.

E così mentre nella mia mente scorrono le immagini di questi due anni, il mio cuore trabocca di gioia ed io piango. Perché è sempre la stessa storia della zia innamorata che si commuove al sol pensiero di avere nella vita una cosa tanto bella. Persino la commessa del negozio di giocatoli, l’altro giorno, mi ha detto “Sei una zia innamorata”.

Oh se sono innamorata. Al diavolo il cuore di pietra, i lucchetti, i muri, gli scudi e le armature, la forza dei tuoi sorrisi ha buttato giù tutto soffiando su di me, a suon di carezze e baci. Ma al diavolo anche le favolette, le frasi fatte, i lieti fine, i dizionari ed il misurino. Tu sei di più, molto di più, e noi siamo noi e nessuno è come noi.

Tutto ciò che posso fare è essere me stessa senza timori, perché tu Lorenzino del mio cuore, sei stato la seconda possibilità di credere nell’amore eterno, perché io ti amo e tu mi ami e non c’è niente di più bello al mondo.

Grazie per avermi accettata, per aver reso la mia vita migliore, grazie per essere tutto quello che sei…UNICO.

Buon compleanno al mio per sempre. 

La tua zia tutta matta

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Tanti auguri a Paulo Dybala, il mio 2^ numero dieci del cuore

Happy birthday Paulo Dybala, joya bianconera

Ho avuto la fortuna di vivere la mia adolescenza nell’epoca Del Piero, un numero dieci di quelli che ti resta dentro, che ti cambia la vita, che ti accompagna, ti cresce, che scardina dalle pareti dell’anima le emozioni a forma di ancora, appigliate a quegli scogli, e dello stesso colore del mare.

Il mio amore per il calcio nato esattamente con me e conosciuto nelle notti magiche di un Totò Schillaci che ci ha fatto accarezzare un sogno, è cresciuto pari passo con Alex, un giocatore, un capitano, un uomo fuori dall’ordinario.

Quando Del Piero lasciò la Juve nella mia testa scattò un “non ci sarà mai più un numero dieci degno di indossare questa maglia”, ed è ancora così, e probabilmente sarà sempre così.

Un giorno, all’improvviso…Paulo Dybala

Ma poi un giorno, in uno dei miei mille lavori notaii uno sguardo e sentii l’esigenza di far ricongiungere quello sguardo non solo con quei due colori, ma con quella frattura, non per colmarla o ripararla, ma per rispolverare ciò che c’era accanto e che aveva comunque ragione d’essere.

È strano perché il gesto atletico di quella sfida non era altro che un calcio di rigore. Routine, forse, nell’arco di una partita, quasi banalità, ovvietà per un numero nove con la maglia rosanera. Il tiro dagli undici metri è sempre quella cosa che se lo segni, hai fatto il tuo, come se quel gol valesse meno di altri, e se lo sbagli sei lo zimbello di tutti per un po’, addirittura un bel po’ se è poi uno di quei rigori che pesa.

Eppure, ti guardai calciare un rigore, e rimasi coinvolta, troppo coinvolta per tenermi dentro un: “Questo deve venire alla Juve“. La concentrazione, i pochi passi, quell’interno sinistro che pareva una carezza al pallone, il gol, l’esultanza al punto giusto, non c’è stata solo una componente che mi ha convinto è stato un mix, una linea che ha unito i puntini che davano forma ad un numero, ad un nuovo numero dieci.

Ha segnato, con il numero dieci Paulo…Dybalaaaa

paulo dybala

Il trasferimento a Torino, i primi gol, le prime magie, le incomprensioni, i “vendiamolo” anzi no “teniamolo”, la doppietta al Barcellona, un cuore infranto che finisce sui giornali, gli scudetti, le punizioni, quella terribile finale con il Real Madrid, le tue paure. E ancora il gol con la Lazio, uno dei miei preferiti, la tua prima tripletta bianconera con il Genoa, proprio quando al mondo stavo arrivando “Il Riky del mio Cuore”, la convivenza con tutti gli attaccanti passati da Torino e non rimasti, sei stagioni ed il premio di miglior calciatore della serie A, il tutto condito dai soliti tormentoni…”È il nuovo Messi”, e i “Non sarà mai come Del Piero”, dimenticando sempre che tu sei semplicemente Paulo Dybala. 

Aveva ragione Alex quando diceva:La maglia numero 10 della Juve deve essere indossata, non ritirata. È bello che tutti i bambini possano sognare di giocare con una maglia che in 113 anni è stata vestita da grandissimi campioni. La Juve c’è stata, c’è e ci sarà a prescindere da Alessandro Del Piero“.

Non me ne vorranno i Tevez e i Pogba ma io resto della mia e dopo Alex Del Piero non trovo altro giocatore al mondo che possa indossare con lo stesso stile la maglia numero 10 della Juventus.

Ci sono cose che non possono essere messe in discussione, tipo queste. ⬇️

Buon compleanno Joya, buon compleanno Paulo Dybala.

 

photo loscherma

 

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https://www.facebook.com/Juventusfcita/videos/302191650860650

 

Alex Del Piero

Happy birthday Alex Del Piero, inarrivabile leggenda bianconera

Alex Del Piero, buon compleanno!

4+6= 10 lo hai scritto tu stesso a caratteri cubitali su tutti i tuoi social, inondati come sempre di dichiarazioni d’amore per te ancor più che di auguri.

Il dieci che solo tu hai saputo indossare con quello stile, il dieci che ci ha fatto innamorare, il dieci che è stato simbolo, icona, eleganza incommensurabile di un giocatore trasformatosi in leggenda che non avrà eguali, nonché voto ad un talento sopraffino.

Un dieci comunque enorme se accostato a quei diciannove anni di Juve dove non sono mancati nemmeno i dettagli in una storia unica, magica, talmente bella da non crederci. Ed io che quei diciannove anni ho avuto la fortuna di viverli tutti al tuo fianco so che sono una privilegiata.

Dall’eurogol con la Fiorentina a quella notte incredibile a Roma, dalla magia contro il River Plate al nome di Summer che primeggiò ingiustamente anche davanti al tuo, dal gol alla De Piero al titolo di capocannoniere, dai mister che non ti hanno capito, alle critiche di chi ha trovato il coraggio di mettere in discussione persino un talento come il tuo, dalla standing ovation del Bernabeu a quella prima linguaccia contro l’Inter, dalla rete con la Germania alla sfida con il Frosinone, dalla punizione con la Lazio a quel 13 maggio…Torino si ferma e piange.

Del Piero, eterno esempio di una vita spesa per un sogno

Il giro di campo, io incredula davanti alla televisione, lacrime, lacrime, lacrime, uno come Del Piero nasce una volta ogni 150 anni, ecco perché quelle 19 stagioni valgono di più, almeno il doppio, soprattutto se sei una bambina innamorata del calcio che, guarda le coincidenze, ti ha scoperto all’età di 9 anni il giorno del suo compleanno, e nel giorno del suo compleanno di tanti anni dopo ti ha visto mettere il punto in fondo ad un libro fatto di due soli colori, il bianco ed il nero.

Sempre presente nei successi e nelle cadute, nella luce e nei giorni bui, lì, più vicina di quanto non mi sia mai accorta e di quanto tu stesso possa credere: ecco perché farti gli auguri è qualcosa di naturale, è semplicità, è come cercare sulla rubrica il numero di un amico che non senti da un po’ e per questo avere ancora più piacere nel fargli gli auguri.

Happy birthday Alex Del Piero, compagno di una delle parti più belle della mia vita, esempio indiscusso e fondamenta dei valori in cui più credo, inarrivabile leggenda bianconera. 

 

Ho visto Del Piero – CLICCA QUI 

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Grande come te, solamente tu: buon compleanno Mina

Buon compleanno Mina, grande come te solamente tu!

mina

Vederti in tv è impossibile dal lontano 1978, quando hai deciso di ritirarti a vita privata e di non calcare più nessun palcoscenico, ma udirti, fortunatamente, è ancora un privilegio di tutti. Le tue collaborazioni musicali continuano, il tuo occhio sulla vita che va non è mai mancato: nemmeno con l’avvento dei Reality, che se ci fossero stati ai tempi, ti avrebbero visto Regina indiscussa senza bisogno di televoto o classifiche. Ricordo ancora quel “Sono onorata di fare il tuo mestiere” rivolto ad un Marco Mengoni incredulo sul palco di X Factor, roba che se fosse capitato a me sarei ancora sdraiata sul pavimento aggrappata alle caviglie di Facchinetti.

Grande come te, solamente tu

mina

Buon compleanno Mina, una voce che arriva al cuore, che scuote, che emoziona tanto da rendere la pelle d’oca sinonimo di un’ugola senza eguali, che sconfina mondi, mette tutti d’accordo, allieta e incanta.

Oggi, 25 marzo 2020, in un periodo in cui di luce ce n’è poca e di appigli, forse, anche meno, troviamo la forza di aggrapparci ad una fedelissima compagna di viaggio e di vita qual è musica. E se allora stasera, prima di coricarmi, infilerò le cuffiette e lascerò scorrere in loop una serie di tue opere d’arte in maniera del tutto casuale, è perché avrò fiducia nel tuo conforto e perché avrò voglia di una ninna nanna pregiata.

Per una come te soffiare su 80 candeline non può essere che un gioco da ragazzi, ma mi auguro che con tutta l’aria nei polmoni saprai regalarci ancora tante note preziose fino a far vibrare la parte più bella delle nostre anime, all’unisono sarebbe poi perfetto.

Buon compleanno Mina

mina

E allora tanti auguri Anna Maria Mazzini, nata a Busto Arsizio il 25 marzo 1940, con profonda stima ed ammirazione, buon compleanno Mina.

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Seven songs: le sette canzoni di Mina che la Mary Seven ama di più (in ordine casuale)

  1. Il cielo in una stanza (scritta da Gino Paoli ed interpretata per la prima volta da Mina) – “Quando sei qui vicino a me, questo soffitto viola, no, non esiste più, Io vedo il cielo sopra noi, che restiamo qui, abbandonati, come se non ci fosse più, niente, più niente al mondo”
  2. Amor mio – “Amore adesso tu ridi e il fuoco si acceso..amor mio basto io, grandi braccia e grandi mani avrà per te, stretto al mio seno freddo non avrai, no tu non tremerai)
  3. Grande grande grande – “Io vedo tutte quante le mie amiche, sono tranquille più di me, non devono discutere ogni cosa come tu fai fare a me, ricevono regali e rose rosse per il loro compleanno, dicono sempre di sì, non hanno mai problemi e son convinte che la vita è tutta lì, ed invece no, la vita è quella che tu dai a me…”
  4. Acqua e Sale – “Semplici e un po’ banali, io direi quasi prevedibili e sempre uguali, sono fatti tutti così gli uomini e l’amore…Mi fai male, poi godere se mi vedi in un angolo ore ed ore…”
  5. Insieme – “Non ti chiedo sai quanto resterai, dura un giorno la mia vita, io saprò che l’ho vissuta, anche solo un giorno, ma l’avrò fermata insieme a te…”
  6. Volami nel cuore – “Non andare via, ma se proprio devi andare, sai come si dice “Va’ e sii felice”, non dovrei, ma ti ringrazio, per il bene che mi hai dato”
  7. Ancora ancora ancora – “Io ti chiedo ancora , il tuo corpo ancora, le tue braccia ancora, di abbracciarmi ancora, di amarmi ancora, di pigliarmi ancora, farmi morire ancora, perché ti amo ancora”

 

Più del Natale: buon 1° compleanno Lorenzino del mio cuore

zia e nipote lorenzino

Lorenzino del mio cuore, altro che Natale, più del Natale, molto ma molto oltre ci sei tu. Tu e il tuo primissimo compleanno.
Trecentosessantacinque giorni per raccontare te e noi non bastano, e non bastano perché non racchiudono abbastanza e non bastano perché in realtà non basterà nemmeno tutta la mia vita per contemplarti ed amarti come e quanto vorrei. Ma farò del mio meglio.
Trecentosessantacinque giorni fa hai elevato il mio amore al quadrato e ne hai fatto qualcosa di nuovo e meravigliosamente unico.
Il tuo fratellone Riky aveva aperto una strada sconosciuta, tu Lorenzino del mio cuore sei riuscito a tracciare un percorso parallelo non altrettanto bello ed incredibile, ma nuovamente bello ed incredibile. E che potessero esistere due strade così…nemmeno nei miei più bei sogni.

Un anno fa non ti sei fatto attendere, hai anticipato tutti, come un fulmine a ciel sereno sei apparso fra le luci del Natale che potevano solo arrossire di fronte ai tuoi occhi.
Lo spettacolo dei tuoi occhi e la meraviglia del mondo, è lì che mi perdo e non so da che parte voltarmi, indecisa sulla mia scelta, fin quando poi sorridi e condizioni i mei sguardi a seguire, innamorata di te e di quello stupore, grazie per aver aperto una nuova finestra sul mondo. Mi affaccio e prendo ossigeno, sento il vento, mi godo lo spettacolo. Mi affaccio e resto lì, e da lì ti guarderò andare lontano, dove i tuoi passi arriveranno, dove i tuoi sogni ti condurranno.

Per tutte le volte in cui dico che tu e Riky siete una delle cose più belle della mia vita, so che non dico abbastanza, non racconto abbastanza di un amore gigantesco, senza confini, per cui non esistono parole che lo sfiorino o lo solletichino. E allora scusami se non avrò mai le parole giuste, scusami se non saprò inventarne di nuove e scusami se tutto questo nero su bianco resterà esattamente nero su bianco, ma ti garantisco che là, oltre le promesse, i miraggi, le utopie, le scelte, la ricchezza, oltre i pianeti, il sole, la luna, l’orizzonte, le nuvole, la tempesta e l’arcobaleno, là ci siamo noi, le nostre manine, i tuoi occhietti e la più acuta forma d’amore mai esistita al mondo. Grazie per averla reinventata, grazie per avermi scelto, grazie per aiutarmi a nutrirla e per stare lì, paziente, ad osservarla crescere con me.

Il Noi è una parola importante che ha il peso specifico dell’amore.
Questo NOI è pura magia.
E dinanzi a tutto questo, altro che Natale, molto più del Natale, buon 1° compleanno Lorenzino del mio cuore.

I love you.

Mezzo secolo de “Il Signore degli Anelli”: buon compleanno Jury Chechi

il signore degli anelli

Il Signore degli Anelli, mezzo secolo, cinquant’anni tondi tondi: buon compleanno Jury Chechi.

La tua storia parte da quel fisico magrolino, da un approccio in palestra nato per seguire una sorella maggiore, passa per il corpo libero che troppo libero, poi, da un giorno all’altro, dopo la rottura di un tendine d’Achille ad un mese dalle Olimpiadi (Barcellona 1992), non lo è più stato, le ali si incastrano in un cassetto privo di luce e da uno squarcio di cielo si finisce in prigione. Una prigione immensa, buia, lontana da tutti i tuoi sogni.

Ma se dentro di te hai il talento e l’animo di un campione vero e non di ometto qualunque, allora tutto cambia e dalle disgrazie trovi le opportunità che ti cambiano la vita. E così decidi di aggrapparti con tutte le tue forze ad un paio di anelli perché basta la testa immersa in damigiane di umiltà, a quel punto tocca ai piedi staccarsi da quel terreno che pare un ancora di piombo. Ci sono metalli più preziosi da collezionare, ci sono sogni d’oro che al risveglio, di puro oro, hanno dipinto anche la realtà.

Il mondiale di Birmingham 1993, di oro, vale quello mondiale, l’Olimpiade di Atlante 1996 permette il ricongiungimento perfetto tra le utopie di un bambino con i capelli rossi ed un destino beffardo rivelatosi, in realtà, bacchetta magica.

Ma i campioni sono campioni quando prima di diventarlo sono uomini e quando restano uomini anche se le luci della ribalta si spengono ed il sipario cala, cala come un tramonto di cui non si dimenticano i colori ma che ad un tratto, in un orario non ben definito, lascia posto alla notte. La pazienza dell’attesa, la determinazione nel cercare una nuova luce, la promessa ad un padre che vale un nuovo anno di sacrifici ed un’alba che fa rima con bronzo ad Atene 2004 dal valore inestimabile, riportano l’uomo, quell’uomo, Juri Chechi, sul gradino di un podio alto, più o meno, quanto l’Everest.

Ecco perché mezzo secolo de “Il Signore degli Anelli” è il racconto di anelli di una catena spezzata dalla determinazione di un ragazzino che ha saputo prendersi la sua libertà giganteggiando in tutto il mondo con i suoi centosessanta centimetri.

Posso considerarmi un uomo fortunato per ciò che è accaduto. A posteriori cambierei alcune cose, ma ho fatto sempre il massimo per raggiungere i miei obiettivi e quindi non ho rimpianti” (Vanityfair.it).

Le mani, come diamanti, attaccate ad anelli che non trovano banali posti tra le dita ma tra le nuvole, e noi, privilegiati, ad ammirare tanta bellezza e quel tricolore, poche volte così in alto, poche volte così prezioso.

Buon compleanno mito, buon compleanno Jury Chechi. 

 

 

L’amore è una cosa semplice: buon compleanno Riky del mio cuore

Ti amo.
Il miglior modo che io possa trovare per iniziare questa lettera, è l’unico che sa avvicinarsi vagamente a ciò che provo per te. In realtà nemmeno il ti amo gratifica l’esperienza e l’emozione di essere tua zia, nemmeno il ti amo racconta questa incredibile storia d’amore.
Dalla luce di quella notte sono trascorsi settecentotrenta giorni e per quanto mi sforzassi d’immaginare come sarebbe potuta cambiare la mia vita, mai, nemmeno nei miei più bei sogni, avrei creduto di arrivare a tanto. E per tanto intendo questo amore che, giorno dopo giorno, ora dopo ora, continua a strapazzarmi il cuore.
Vederti crescere è una scoperta continua. I tuoi occhi verdi sono i diamanti più preziosi di cui il mondo possa vantarsi. Ed io ti amo. Ti amo quando giochi con dudu, quando abbracci quella meraviglia di tua madre, quando tiri la barba al papy, ti amo quando pretendi la musica e balli senza preoccuparti di chi hai intorno, questo i grandi dovrebbero tanto impararlo da te; ti amo quando piangi e chiedi attenzioni, ti amo per quella lingua instancabile che ogni giorno batte sui dentini raccontando, a tuo modo, un milione di storie ed una realtà tutta tua o forse anche un po’ mia, o magari addirittura nostra. Ti amo quando sei geloso di lorenzino ma ti amo anche quando lo guardi con lo sguardo del fratello maggiore che sa già proteggerlo, ti amo quando combini le marachelle e quando pretendi il formaggio, ti amo quando suoni il tamburello e poi mi guardi in cerca di approvazione, ti amo quando vuoi accendere le lucine colorate della tua nanna e ancor di più quando mi dici: “Ia Malella questa voglio ballarla con te“, ma anche quando fai colazione sulla tua sediolina con i tuoi biscotti. Ti amo nelle nostre video chiamate, quando mi riconosci, mi mandi i baci con la manina, la stessa manina che mi fa la cara e che si allunga in cerca della mia. Ti amo perché sei già indipendente, deciso nelle tue scelte, perché hai già una personalità spiccata che sa di buono e di estro. Ti amo quando facciamo i “colpi di testa” e quando gridi “Forza Juve”. Ti amo quando sull’altalena, mi dici “Spingimi forte Ia Malella, forte come il vento” e così ti vedo andare su e giù, più vicino e più lontano e poi ancora vicino e so che non esista metafora della vita più azzeccata ma so anche che se dovessi cercare qualcuno che possa lucidarti le ali per volare il più in alto possibile allora potrai sempre contare su di me. E potrai contare su di me per le tue favole, i tuoi libri, per le passeggiate, per le corse, per asciugare ogni lacrima, per ridere a crepapelle, per scalare l’Everest e per nuotare negli abissi di un mare che non sarà mai bello quanto i tuoi occhi. Ecco, un po’ meno, forse, quando mi presenterai la tua fidanzata.
Il mio regalo di compleanno è prometterti, ancora una volta, tutte le eccezioni, tutto l’impensabile ma anche la semplicità di un amore che non conosce parole che sappiano solleticarlo abbastanza da emergere dagli schemi, a me che in fondo gli schemi non sono mai piaciuti troppo, ma un amore che sa costruire castelli in aria liberi di racchiudere principi, principesse e sogni.
Ti prometto tutto o quasi. Tranne di non soffocarti di baci, di non chiederti “Gli abbracci che solo tu mi sai dare”, di non commuovermi ogni volta che ti guardo. Scusa, ma non sono ancora pronta per questo.
Settecentotrenta giorni dopo, ai primi passi di una lunga storia d’amore, più che gli auguri di buon compleanno, dovrei ringraziarti per essere stato l’unico capace di salvare la mia speranza in mezzo alla verità: è da te, anche da te, che ho capito chi sono.
E allora buon compleanno Riky del mio cuore. Tutto ciò che ti auguro è di avere sempre davanti ai tuoi occhi un milione di emozioni travolgenti da raggiungere, davanti ai miei, invece, basti tu.
Ancora una cosa: ti amo. Più di tutto e tutti quando sorridi. Lì il mondo si ferma, il mio cuore è lieto, tutto ha un senso e l’amore, quello vero, è un cerchio perfetto.

I silenzi che valgono più di mille parole: buon compleanno mamma 💙

Per tutte le parole che non ci diciamo e per i silenzi che valgono molto di più.

Perché non servono poemi, né lunghi discorsi, non servono grandi parole, non servono gesti eclatanti od infinite dichiarazioni, non servono smartphone, controfigure, paesaggi balistici, gioielli, viaggi sulla luna, chef stellati, vestiti da sfilate o case lussuose per dirti ciò che non ti dico mai ma che ho barricato nel cuore.

E allora al mio orizzonte e al mio porto sicuro, a colei che non mi ha mai giudicata, ma capita, alla donna che mi ha insegnato ciò che davvero conti nella vita…il rispetto, il sacrificio, l’umiltà, il bicchiere sempre mezzo vuoto, la semplicità e l’importanza delle piccole cose, il valore dei silenzi ancor più di quello delle parole…

…alla più bella delle mani tese, alla cuoca perfetta, alla miglior “rimboccatrice di coperte”, all’artefice del capolavoro dei capolavori, la mia famiglia…

…alla mia mammina del cuore, buon compleanno dalla tua figlia

tutta matta
totalmente imperfetta
ma speciale (questo l’ho preso da te).

I love you.

Da quando Baggio non gioca più…Buon Compleanno Divin Codino

Cinquantadue meravigliosi anni, di cui una ventina circa, trascorsi nel panorama del calcio italiano a regalare sprazzi di poesia, di luce, di eleganza e di tutte quelle gesta che fanno di un uomo un campione, e di un campione un uomo: buon compleanno Roberto Baggio.
Ora posso confessarlo ma il mio primissimo amore calcistico (dopo Totò Schillaci s’intende 😂) sei stato proprio tu che con la maglia della Juventus facevi magie, e con quella della nazionale collezionavi perle balistiche trascinandoci a tutti i costi verso un sogno USA scaraventato poi in una curva qualunque ma non per questo privo di emozioni.
Pensa che per te ho odiato pure quel Del Piero lì, ai miei occhi di bimba con un destro segnato, arrivato solo per rubarti il posto, cosa voleva lui da te? E da me? Col tempo l’ho capito, ma ho capito anche che non nascerà più un altro Roberto Baggio perché Roberto Baggio è un pezzo raro di un calcio malato che si è tuffato in quegli occhi fatti di un passato semplice dal profumo di buono e che proprio lì ha saputo cibarsi di passione e di amore, amore incondizionato.
E se nei miei di occhi invece ci sono ancora decine di gol incredibili, di passaggi smarcanti, di veli, di colpi di tacco, di stop perfetti, di fantasia, di punizioni ad arcobaleno, è nelle mie orecchie, nella mia mente, sulla mia pelle che conservo la traccia indelebile di un campione che in qualche modo mi ha segnato la vita, donandomi, una delle più belle dichiarazioni d’amore:

A tutti i giovani e tra questi ci sono anche i miei tre figli. Per 20 anni ho fatto il calciatore. Questo certamente non mi rende un maestro di vita, ma ora mi piacerebbe occuparmi dei giovani così preziosi e insostituibili. So che i giovani non amano i consigli. Anche io ero così. Io però senza arroganza, stasera qualche consiglio lo vorrei dare. Vorrei invitare i giovani a riflettere su queste parole.

La prima è passione. Non c’è vita senza passione e questa la potete cercare solo dentro di voi. Non date retta a chi vi vuole influenzare. La passione si può anche trasmettere. Guardatevi dentro e lì la troverete.

La seconda è gioia. Quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa. Ricordo la gioia nel volto stanco di mio padre e nel sorriso di mia madre nel metterci tutti e dieci la sera intorno alla tavola apparecchiata. E proprio dalla gioia nasce quella sensazione di completezza di chi sta vivendo pienamente la propria vita.

La terza è coraggio. E’ fondamentale essere coraggiosi e imparare a vivere credendo in voi stessi. Avere problemi o sbagliare è semplicemente una cosa naturale. E’ necessario non farsi sconfiggere. La cosa più importante è sentirsi soddisfatti, sapendo di aver dato tutto. Di aver fatto del proprio meglio, a modo vostro e secondo le vostre capacità. Guardate al futuro e avanzate.

La quarta è successo. Se seguite gioia e passione, allora si può anche parlare anche del successo. Di questa parola che sembra essere rimasta l’unico valore nella nostra società. Ma cosa vuol dire avere successo? Per me vuol dire realizzare nella vita quello che si è, nel modo migliore. Questo vale sia per il calciatore, per il falegname, l’ agricoltore o per il fornaio.

La quinta è sacrificio. Ho subito da giovane incidenti alle ginocchia, che mi hanno creato problemi e dolori per tutta la carriera. Sono riuscito a convivere e convivo con quei dolori, grazie al sacrificio, che vi assicuro che non è una brutta parola . Il sacrificio è l’essenza della vita, la porta per capirne il significato. La giovinezza il tempo della costruzione. Per questo bisogna allenarvi bene adesso: da ciò dipenderà il vostro futuro. Per questo, gli anni che state vivendo sono così importanti. Non credete a ciò che arriva senza sacrificio, non fidatevi: è un’illusione. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni e la realtà.

Per tutta la vita ho fatto in modo di rimanere il ragazzo che ero che amava il calcio e andava a letto stringendo al petto un pallone. Oggi ho solo qualche capello bianco in più, e tante vecchie cicatrici, ma i miei sogni sono sempre gli stessi. Coloro che fanno sforzi continui, sono sempre pieni di speranza. Abbracciate i vostri sogni e seguiteli. Gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita ed è proprio questo che auguro a tutti voi ed ai miei figli.

Amo questa lettera.

Comunque aveva ragione Cesare…non è più domenica…

Tanti auguri Roberto Baggio 💙

Feliz aniversario Cristiano Ronaldo, ma il regalo faccelo tu 🙏🏼

Non avrei mai pensato di poter esultare con un Criiiiiiiistianoooooooo Rrrrronaldooooo e di veder combaciare le mie urla con affascinanti immagini in bianco&nero eppure da quella conferenza che mi fece capire “È tutto vero” sono trascorsi mesi di indizi ormai pronti a tramutarsi in prove. E la prova che tutto possa finalmente andare come da tempo speriamo, sei proprio tu Cristiano Ronaldo.

L’amarezza per un pareggio e per un’uscita di scena inaspettata, la fame di gol e la voglia di caricarti sulle spalle un intero popolo che non aspetta che te, la lucidità nelle analisi, l’eleganza dei tuoi gesti, il tuo marchio di fabbrica prima, durante e dopo un gol, l’esserti cucito addosso una casacca da sempre meravigliosa ma da qualche mese ancor più pezzo pregiato di un mondo che conosce la straordinarietà della tua presenza, gli obiettivi tuoi che sono di tutti, ed un amore, un affetto che probabilmente solo nei nostri più bei sogni pensavamo di poterci scambiare così, irrefrenabilmente ed incondizionatamente.

Ed oggi tu che sei l’uomo dei record per eccellenza, prendi un numero e lo aggiungi alla tua età a testimonianza di un tempo che passa e che non ha padroni se non se stesso, un tempo che però sa prendersi tutto e restituirti altrettanto se rispettarlo, accettarlo e maneggiarlo con cura rientrano ogni anno nella lista dei tuoi buoni propositi…

ed il tempo vale molto CR7 e questo ce lo insegni proprio tu che a volte in un millesimo di secondo sai trasformare la speranza in realtà e sai volare alto osservando tutto da un’altra prospettiva, da una finestra che forse fino a qualche mese fa era sempre stata chiusa, trascinando in cima quegli abili sognatori che quella vetta, fino ad oggi, l’hanno solo sfiorata.

E allora buon compleanno a te che hai scelto di affacciarti sul nostro mondo e di condividerlo…buon compleanno Cristiano Ronaldo o più semplicemente CR7 e perdona il nostro egoismo se mai come stavolta speriamo che il regalo sia tu a farlo a noi, perché insieme abbiamo nuvole e stelle da oltrepassare ed uno spettacolo da goderci. E per sdebitarci non temere, sapremo farlo al momento giusto…in fondo se ti dico standing ovation ti sovviene qualcosa?