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Temptation Island, soddisfazioni enormi anzi FOTONICHE

Premetto che merito di finire sui ceci in ginocchio dietro la lavagna perché sì, dopo avervi illuso con un primo resoconto su Temptation Island da mille e una notte, mi sono persa via in lunedì alcolici e pimpiripettenusa.
Prometto di andare a recuperare commenti social, video e schiamazzi vari dello zoo di canale 5 e di mettermi all’opera con un resoconto di quelli fatti di tuttopunto, stasera però lasciatemi buttar giù nero su bianco un paio di riflessioni acute (e argute) su quest’ultima puntata andata in archivio pochi minuti fa.
Tutto ciò che sono riuscita a vedere, oltre la befana 43enne che dice ad un tentatore “No, adesso voglio un bacio e tu mi baci“, beata autostima e milfaggio a seguito, è stato il falò di confronto tra Katia e Vittorio.
Lei pare la barbie, lui Ken, e già su tutto ciò potremmo stendere un velo pietoso.
Sostanzialmente la biondina paperina che ha trascorso 21 giorni a toccare e venerare addominali come reliquie e a pettinarsi le ciglia, c’ha strizza. E c’ha strizza perché il bell’addormentato si è svegliato. Vittorio dopo aver assistito per una settimana intera alle smorfie della “raperonzolo” la quale annovera fra i complimenti più sdolcinati al suo boyfriend un “Se a me va di provarci con un altro ci provo, chissenefrega che di là ci sia il mio ragazzo“, decide di provarci senza nemmeno troppe remore con la single Sofia. O Sonia. O Sara. Insomma il nome non me lo ricordo ma ricordo che ogni volta che lui l’abbracciava il rischio che quelle due mongolfiere esplodessero alla Snai era quotato a 0.1.
Tra video e moine da carie arriviamo a sto benedetto falò. Non senza un po’ di suspance che ogni volta Bisciglia crea con il suo savoir faire. E la suspance sale, e sale, e mi scappa la pipi e corro al bagno perché “Mannaggia alla pubblicità che quando serve non c’è mai”, e torno e li trovo allo stesso identico punto di prima. Giuro stessa identica immagine e stessa espressione del viso, per un attimo mi è parso di stare su Beautiful. Poi finalmente ce la facciamo.
Prima che lui inizi a parlare le maggiori preoccupazioni della Fotonica sono, nell’ordine:

  • L’abbinamento shock di un paio di pantaloni color ocra con la giacca blu che il monsieur ha mostrato al grande pubblico nel weekend fuori porta con la signorina canotto.
  • L’abbinamento possibile al falò di confronto: “Oddio e se lui arriva con gli stessi pantaloni?
  • Il fatto che lui abbia ripetutamente provato a limonarsi Canotto e che Canotto non ci sia stata (Fa male prendere un palo in testa eh?)
  • Il terrore che qualcuno possa aver visto l’asciugamano coi limoni da lui utilizzata nel bagno di mezzanotte con l’altra
  • La paura che gli occhi da pesce lesso di Vittorio nel guardare la tentatrice diventino uno sfottò su profili social tipo dei “Calciatori Brutti” o “Gli autogol”.

Ma quando lei capisce che Vittorio il dormiente, per gli amici Azzurro come il principe di Shrek, in realtà non dorme più, ecco che allora le preoccupazioni ed i timori si trasformano.
Salutata la convinzione del credere che “Qualunque cosa succederà è impossibile che mi molli”, Fotonica vacilla e si rende conto che il tronchetto posto sotto i suoi ciapet è tutto tranne che il tronchetto della felicità. Vittorio con le idee chiarissime le spiattella in faccia pure i minuti di sti 21 giorni e se la ride comodamente seduto sul trono dinanzi ai video della sua nuova fiamma.
Non c’è via di scampo ormai. Fotonica opta per le lacrime, mette a serio rischio il suo mascara waterproof ed il vestito da Cenerentola per di non ritrovarsi senza il suo tanto NON amato uomo al suo fianco. Filippo le dà il consiglio di aprirsi, lei con aria perplessa sembra chiedersi “Più di così”, prova a specchiarsi nel falò ma tutto ciò che intravede è il binocolo con cui osserverà la carta di credito di quel “Pezzo di Manzo” che in realtà in questi 2 anni e mezzo le è servito per guardaroba e chirurgo.
Siamo alla follia pura.
Il peggio però deve ancora venire. 
Sì perché nonostante i due vadano uno a nord e l’altro a sud con lo scazzo dei risvegli del lunedì mattina, la chicca ce la regala ancora una volta questa regia impeccabile.
Ebbene sì, la colonna sonora della fine di questo Amore che casualmente coincide con l’incontro tra Azzurro e Canotto, è nientepopodimeno che…Pupo. “Su di noi nemmeno una nuvola, su di noi nemmeno una favola, su di noi ci avresti scommesso” e bla bla bla.
Pupo, gente, ho proprio detto Pupo. Roba che se per sbaglio, ma per sbaglio, dovesse esserci un solo Cristiano al mondo (eccezion fatta per mio padre) che invitandomi a salire in macchina dovesse anche solo far partire un paio di note di qualsiasi canzone di questo cantante, probabilmente gli farei ingoiare il tappo del serbatoio ed un paio di litri di benzina, e lo porterei a Ponte Milvio per ingabbiarlo con i lucchetti. Pupo l’unico posto in cui possa comparire è sulle scatole di preservativi con la dicitura io non posso entrare 🙈😂 (non sia mai che arrivi a riprodursi).

E comunque sì, la pianto e la chiudo qui.

È stato bello guardare questo scorcio di ultima puntata con l’autostima che nonostante il ciclo in arrivo, sia riuscita ad aggrapparsi pure ad un panino con lo speck, rimanendo completamente intatta.

Queste sono le soddisfazioni FOTONICHE della vita.

 

Toccatemi tutto ma non toccatemi Rocky Balboa 😍

Un milione di volte è poco: io Rocky Balboa potrei recitarlo a memoria. Tutti e 5. Anzi tutti e 6. Più i due “Creed”.
Una delle immagini più fighe che io abbia in testa di quando ero piccola è questa: divano, lite per i posti (come di consuetudine), io, i miei fratelli, papino, mia madre che lava i piatti e Rocky in tv. E quante volte lo abbiamo imitato: “Io sono Rocky”, “E io sono Drago” “E allora io ti spiezzo in due”.
No va beh, come ve lo spiego?
Penso che anche il videoregistratore fosse stufo di quelle videocassette, usurate, viste e riviste fino allo sfinimento, e quante volte prima di una gara, giusto per darmi la carica, perché come mi dava la carica Rocky…
…adesso mi scappa un sorriso a ripensare a tutto ciò, ma stasera quando ho acceso la tv e mi sono trovata di fronte Rocky 4, il mio preferito (anche il due però non scherza eh?! 😬) mi ha pervasa un velo di malinconia.

Il tempo che è passato da quelle serate pare infinito, la vita che è trascorsa, la testa di quella ragazzina era così leggera e spensierata, oggi ci sono i mattoni a far compagnia al mio cervello, sono cambiate tantissime cose, i sogni li abbiamo ridimensionati quasi tutti, ma la voglia di farcela è rimasta intatta. Anche in periodi come questi, dove bisogna scavare nel profondo per sfiorarla, so che sotto la polvere, le ossa rotte, le speranze disilluse, la più fragile delle autostime, lei è lì, alla ricerca del varco giusto per emergere, paziente, un po’ smarrita ma intatta, presente ed infinita. Ritroverà la strada. Ne sono certa.

ps. Ho scoperto che è la saga, ci vediamo lunedì prossimo per Rocky 5 😉

 

📌”No, forse non vincerò. Forse l’unica cosa che potrò fare sarà quello di rendergli la vita difficile. Ma per battere me, dovrà riuscire ad uccidermi, e per uccidermi dovrà avere il fegato di stare di fronte a me. E per fare questo, dovrà essere pronto a morire anche lui. E io non so se sia disposto a farlo… non lo so“.

📌”Beh, ecco, a dire la verità, sai certe volte un po’ di paura ce l’ho è vero; quando sono sul ring e le prendo, e le braccia mi fanno tanto male che non riesco più ad alzarle. Sì allora penso: “Dio quanto vorrei che mi beccasse sul mento così non sentirei più niente!” Però poi c’è un’altra parte di me che viene fuori e non ha tanta paura… c’è un’altra parte di me che non vuole mollare, che vuol fare un altro round. Perché fare un altro round quando pensi di non farcela, è una cosa che può cambiare tutta la tua vita. Capisci quello che voglio dire?

📌”Non fa male, non fa male